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Coach per Registi

Un coach non è un regista 

Potrebbe sembrare che ad un regista un coach di recitazione non serve. Ma non è sempre così, ecco alcuni esempi di utilità pratica:

Casting - Quale scene sono adatte per un casting? L’attore riesce a esprimere le caratteristiche esteriori e interiori del personaggio? Ritmo, presenza fisica, emotività; come valutare se il regista riesce a comunicare con l’attore sul livello artistico?

Beats and Actions - Dividere una sceneggiatura in segmenti e, durante la preparazione delle riprese, trovare un atteggiamento differenziato per ognuno di questi segmenti. È un processo che salva tempo prezioso quando si gira e permette agli attori di trovare reazioni spontane e forse sorprendenti seguendo le indicazioni del regista.

La gestione di momenti di grande emotività - Di che cosa ha bisogno un attore quando ha uno sfogo emotivo e come si può aiutarlo a ripeterlo?

Feedback costruttivo - Un coach dovrebbe essere come un allenatore del pugilato. Non è li per dare consigli, piuttosto deve avere idee per risolvere problemi che nascono negli attori. In questo senso, un coach ha un elenco di diversi strumenti che mette a disposizione del regista.
 

Daphne Charizani, Im Feuer, 2018

Katrin GebbePelikanblut, 2018

MomoSchmerzfreie Gesellschaft, 2018

Antje VelsingerMassive Dreams, 2018

Johannes Suhm, Der Mann der die Welt aß, 2018/2019

Sabine Bernardi, Romeos 2011, Tatort 2016

Wendy Pillonel,  Les Heures-Encre, Kurzfilm) 2017, L.A. Shorts International Festival

Stefan  Schaller, Fünf Jahre Leben, 2013, Filmfestival Max Ophüls Preis 2013

Katrin Gebbe, Tore tanzt (Un certain regard, Cannes) 2013

Ivana Lolovicz, Sitting Next to Zoe, 2013 

Niccolò Castelli,Tutti Giù, 2012

Mike Schaerer, Stationspiraten, 2010